18 Novembre 2019

Storia e principi
La nostra storia
Il 25 luglio del 1865 per “andare incontro alle classi più umili e bisognose” Andrea Ballerini fonda a Pietrasanta la società di pubblica assistenza “Associazione di carità”, allo scopo di “trasportare i defunti, gli ammalati” e dare “loro assistenza”. L’Associazione, con sede nel palazzo Pretorio, nell’aprile 1897 prende il nome di Croce Verde. Ciò avviene in occasione del pronunciamento unanime del consiglio comunale a favore del conferimento del titolo di ente morale alla Associazione di carità.

Sin dai primi anni di attività alcuni soci si dedicano al trasporto dei defunti a mezzo di una barella a spalla. Il trasporto funebre, che avviene alla sera per consentire agli operai di partecipare, è preceduto dal crocefisso e da una lanterna e se il defunto è un socio vi prende parte anche il consiglio con la bandiera del sodalizio. Anche il trasporto sanitario è fatto con una barella a spalla poi sostituita con una portantina a cinghi e, dal 1880, da un volantino a due ruote.

Nelle trasferte e alle manifestazioni pubbliche l’Associazione è accompagnata dalle musiche della banda diretta da Giuseppe Lucchesi e da Oberdan Ricci.

Il 24 di dicembre 1905 viene inaugurato il “ricovero per i poveri vecchi” costruito dai soci della Croce Verde su un terreno donato dal Comune di Pietrasanta.

Nel 1935 viene costruita la cappellina, staccata dall’edificio principale, il cui interno in marmi pregiati si deve alla Scuola d’Arte “Stagio Stagi” di Pietrasanta. Il ricovero diventa poi la “casa di riposo”che la Croce Verde gestisce nell’antica sede fino al 2002, anno in cui l’attività viene trasferita a Villa Ciocchetti, oggi residenza sanitaria assistita convenzionata con la Asl 12 Versilia, acquistata nel 2008 dalla stessa Croce Verde.

Tornando alla sede dell’Associazione, nel 1921 il presidente Giulio Pasquini avvia le pratiche per la realizzazione di nuovi locali inaugurati nel 1930 dal presidente Vincenzo Ballerini, figlio del fondatore. L’Associazione si trasferisce così nell’attuale sede fatta costruire nello stallaggio, di proprietà comunale, del palazzo che fu di Ferdinando I dei Medici.

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